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InKdomabile- Diamond Solo Show

InKdomabile- Diamond Solo Show

 

Dal 17 febbraio al 23 marzo 2013

inKdomabile web

 

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Passepartout

 

PASSEPARTOUT dal 16 dicembre 2012 al 4 gennaio 2013

Immaginate di trovarvi in una cittadina del meridione d'Italia, una né troppo piccola né troppo grande.
Immaginate che in questa cittadina vivano un gruppo di amici accomunati da una passione che combina la volontà di esprimersi con il desiderio di riappropriarsi di certi luoghi.
Immaginate anche che alcuni di questi luoghi appartengano alle istituzioni, e che siano ad esempio abbandonati a se stessi a causa dell'incuria, oppure che somiglino a certi grandi cantieri, edificati per un po' e poi lasciati a macerare alle intemperie.
Immaginatene anche altri di questi luoghi, dismessi, magari appartenuti a privati fuggiti via,  che ancora conservano straordinariamente intatto al loro interno il fascino di un passato di produttività e vecchie glorie.
Immaginate ora un pacco recapitato all'indirizzo di uno studio di tatuaggi che da circa due anni ha la pretesa di dare voce ad un certo tipo di arte, anche quella che solitamente non è definibile come tale.
Un documento ad accompagnare il pacco che recita testuali parole:

Allora, prima cosa, senza che venite e vi aspettate che noi stiamo lì come i c******i  a rispondere alle domande del c***o non ne siamo in grado. Noi non ci riteniamo artisti, non abbiamo tale presunzione, siamo Writers.
Seconda cosa, a noi non interessa assolutamente che questa cosa sia legale o no, noi la facciamo.
Terza cosa, il nostro unico intento è di mostrarvi quello che alcuni di noi hanno visto quotidianamente per molti anni mentre alcuni di voi si martorizzavano di s***e davanti ad internet o ancora prima davanti a TeleCapri.
Le foto che abbiamo raccolto sono opera di fotografi operanti in circuiti non convenzionali, provenienti da tutta Italia, Germania e Olanda.
Noi riusciamo a sentire l’odore delle traversine dei binari, il cigolio dei convogli fermi in deposito, il rumore della pioggia sugli hangar, voi vedeteci il c***o che vi pare.
In un mondo che snaturalizza e digitalizza tutto vi presentiamo qualcosa di sporco grezzo fatto di getto ma vero.

 

Le macchine che distrussero il circo di Parigi - Pelin Santilli Solo Show

 


“Venghino signore e signori, venghino e si accomodino non troppo comodi sotto il tendone di questo circo: che l'Apocalisse abbia inizio!”.
Se vi fossero dubbi sulla bontà dei facciotti delle bamboline dai grandi occhi, emblemi abusati nel pop surrealismo, ecco fugata ogni perplessità.
Qui l'arte si fa per fare la Rivoluzione, e anche se la catastrofe è come una messa in scena da circo, ridicolizzata e bambinesca, i protagonisti qui sono circensi ma  brutali.
Pelin Santilli è l' artista dai grandi proclami, la cui opera è chiaramente e politicamente impegnata. Il suo anelito anarchico è quello di un giovane rivoluzionario nato nel 1917, affascinato dal dètournement situazionista degli anni '60.
La sua concreta rivoluzione la si vive nelle sue opere, complesse e macchinose da far roteare le pupille. Gli occhi vagano alla ricerca del bandolo della matassa in un horror vacui decadente, quando ecco, come un' intuizione, la lettura di un disagio che è dell'artista ed è contagioso, come l' essere costretti a vivere in un tempo del quale non si vorrebbe essere figli.
Bio:
Pelin Santilli è artista, poeta e agitatore culturale autodidatta, ha studiato presso l'università di lettere e filosofia di L'aquila, Italia. E' artista professionista dal 2009, ha esposto in gallerie underground italiane ed europee, Berlino, Londra, Zurigo, Amsterdam, Roma. I suoi interessi di ricerca sono le follie del mondo occidentale e la sua aberrante estetica. La sua citazione preferita è: “Un giorno, quando finalmente ci sarà il comunismo, non ci saranno più pene d'amore.” Il suo numero di Erdos è 3,3,3.